Terapia Fotodinamica

Link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20606538

Int J Cancer Gynecol. luglio 2010, 20 (5) :879-87.

Efficacia della terapia fotodinamica nel trattamento della vulva lichen sclerosus sulla base di un’analisi immunoistochimica di CD34, CD44, proteina basica della mielina, e Ki67 anticorpi.

Olejek A , Steplewska K , Gabriel A , Kozak-Darmas I , Jarek A , Kellas-Sleczka S , Bydliński F , Sieroń-Stołtny K , Horak S , Chełmicki A , Sieroń A .
Dipartimento di Ginecologia, Ostetricia e Ginecologia Oncologica, Università medica della Slesia, Bytom, in Polonia.
bytomobstgyn@slam.katowice.pl

Abstract

INTRODUZIONE: Il Lichen sclerosus (LS) è una malattia infiammatoria cronica della pelle e delle mucose. Essa colpisce soprattutto la zona anogenitale femminile specialmente nel periodo post-menopausa. I sintomi principali sono prurito, bruciore, dolore, a volte problemi urinari, o a difficoltà di defecazione. Solitamente, placche bianco-porcellanate sono viste nella pelle e mucosa. L’eziologia e la patogenesi della LS sono ancora incerti. Ci sono alcuni studi di ricerca sulla possibile predisposizione genetica, fattori ancora autoimmuni, ormonali, o infettivi non sono esclusi. Il trattamento tipico del LS è principalmente farmacologico, sebbene il metodo di trattamento alternativo utilizzato in LS è la terapia fotodinamica (PDT), che è una tecnica non invasiva basata sulla distruzione selettiva delle lesioni. Il nostro studio è focalizzato sui marcatori molecolari di vascolarizzazione (CD34), la funzione delle cellule nervose (proteina basica della mielina [MBP]), la funzione dei cheratinociti (CD44) e indice di proliferazione (Ki67) in casi trattati con il metodo fotodinamico.

MATERIALI E METODI: Un gruppo di 100 pazienti trattate nel nostro reparto è stato incluso nello studio. Tutte le 100 donne avevano LS sulla base di criteri clinici ed istologici. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a PDT. In tutti i casi, biopsie cutanee sono state prese prima e dopo il trattamento, e campioni sono stati analizzati con CD34, CD44, MBP, e Ki67 anticorpi usando colorazione immunoistochimica.

RISULTATI: Lo studio dimostra l’elevata efficacia della PDT nel trattamento del LS compresi i cambiamenti positivi al CD34, CD44, e MBP molecole immunocolorate. L’indice di proliferazione Ki67 non è cambiata significativamente. Un aumento significativo di CD34 (densità dei microvasi), MBP, e CD44 espressione è stata confermata nelle immagini istologiche e nella remissione parziale o totale di obiettivi clinici e sintomi soggettivi.

CONCLUSIONI: La PDT è un metodo terapeutico molto efficace nel trattamento del LS.

Link: lombardia.paginemediche.it/…/download_6000_programma.aspx

a Milano, sabato 19 Novembre 2011

L’Incontro è suddiviso in due parti : al mattino verranno trattate le novità in tema di Terapia Fotodinamica con particolare riguardo ai nuovi veicoli per ALA, ai nuovi sistemi di illuminazione e ai cambiamenti di protocollo. Verrà fatto il punto sul trattamento FOSCAN-PDT, presentati e discussi i
nuovi fotosensibilizzanti d’interesse dermatologico.
Nella seconda parte verranno affrontati i temi di Dermatologia Rigenerativa con particolare riguardo all’Epidermal Cell Delivery e ai nuovi strumenti di trattamento dermoestetico.
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Istituto Clinico Humanitas, Milano
Direttore dell’Incontro
Prof. M.Monti
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Nel corso dell’incontro si parlerà anche di terapia fotodinamica per il Lichen orale:
ALA-PDT nel Lichen orale : veicoli, tecniche, risultati - dr. Luca Mancini

Link all’articolo: http://www.antonellotulli.it/terapia_fotodinamica.php

La terapia Fotodinamica Cutanea (PDT) è una forma di trattamento non chirurgico applicabile ai tumori della cute, a lesioni pretumorali, patologie infiammatorie e a trattamenti estetici.
Il principio su cui si basa laPDT è quello di una reazione fotodinamica in grado di distruggere selettivamente le cellule tumorali.

La Reazione Fotodinamica
La Reazione Fotodinamica è un processo chimico mediato dalla luce (processo fotochimica) che prevede l’assorbimento della luce da parte di una sostanza fotosensibile e la successiva formazione di ossigeno nella forma reattiva (ROS). I ROS sono in grado di distruggere la cellula nella quale si sono formati.

Il Fotosensibilizzante
Un fotosensibilizzante è una sostanza che, accettando l’energia trasmessa dalla luce, entra in uno stato eccitato detto tripletto. Lo stato tripletto è instabile o prontamente rientra allo stato basale: in questo meccanismo si libera molta energia. L’energia liberata a sua volta va ad eccitare l’ossigeno.

Il Fotosensibilizzante per la PDT cutanea
Il Fotosensibilizzante per la PDT cutanea deve essere una molecola non tossica per l’uomo, di piccole dimensioni per poter penetrare attraverso la cute e in grado di selezionare tra cellule sane e cellule malate o tumorali. Negli ultimi anni si è imposto l’Acido 5-aminoLevulinico o più
semplicemente 5-ALA.

Il 5-ALA
Il 5-ALA in realtà non è un fotosensibilizzante ma è un prodotto intermedio delle nostre cellule che serve per formare la ProtoPorfirina IX (PpIX), un elemento dalla sintesi dell’Emoglobina. Ogni cellula del nostro organismo è in grado di sintetizzare PpIX a partire da 5-ALA.

La somministrazione di 5-ALA
Se si somministra 5-ALA attraverso la cute si può superare il normale assorbimento cellulare e si può far aumentare la sintesi di PpIX all’interno della cellula. La cosa straordinaria è che è proprio la cellula tumorale e non quella normale ad accettare 5-ALA e quindi a sintetizzare PpIX.

L’utilizzo della luce come mezzo di distruzione delle cellule tumorali
La luce rappresenta l’energia necessaria per attivare il farmaco, in questo caso la PpIX si tratta solo di innescare una reazione fotochimica e di attivare la PpIX.

Quale luce scegliere
Numerose fonti luminose possono essere utilizzate allo scopo. I punti da rispettare sono che l’emissione luminosa sia stabile e che il campo d’irradiazione sia omogeneo. Nei trattamenti dermatologici si privilegia la luce rossa che ha un’ottima penetranza attraverso la cute. Attualmente
sono maggiormente utilizzate lampade a diodi con emissione rossa della lunghezza d’onda intorno a 660 nm.

La scelta delle lesioni da trattare
La PDT può essere applicata a qualsiasi lesione tumorale e pretumorale di origine epiteliale quale epitelioma o carcinoma in situ (Morbo di Bowen), cheratosi attinica. Attualmente si può aumentare l’estensione della PDT ad altre patologie cutanee come alcuni tipi di linfomi, la psoriasi, il lichen e a trattamenti estetici.

La preparazione del paziente
La PDT può essere applicata indipendentemente dallo stato generale del paziente, dall’età o da malattie concomitanti. E’ importante che il paziente non stia assumendo farmaci potenzialmente fotosensibilizzanti. Le lesioni cutanee da trattare spesso devono essere preparate per favorire la penetrazione del profarmaco 5-ALA. Se le lesioni sono rivestite da squamosità queste vanno preventivamente rimosse.

L’applicazione di 5-ALA
Il 5-ALA è un acido abbastanza instabile per cui occorre prepararlo al momento dell’applicazione o nei giorni precedenti. Come veicolo si possono usare varie creme o un unguento. Viene applicata sulle lesioni da trattare, poi si applica una medicazione in occlusione mediante una pellicola di polietilene per favorire l’assorbimento della sostanza. Infine si copre la medicazione per
impedire il passaggio della luce che potrebbe inattivare parzialmente il 5-ALA. A questo punto occorre attendere la completa penetrazione del profarmaco. Questa avviene in un tempo variabile tra le 3 e le 18 ore a seconda dello spessore della lesione da trattare.

Il controllo della penetrazione del 5-ALA
Per conoscere se il 5-ALA è penetrato e se all’interno delle cellule tumorali è stato trasformato in PpIX è sufficiente illuminare l’area con una lampada a luce di Wood. Se la reazione è avvenuta apparirà un colore rosso scuro.

Il trattamento con la lampada
Il paziente viene fatto accomodare in modo da rimanere fermo per i periodo necessario all’illuminazione dell’area da trattare. Con una lampada a diodi a luce rossa la distanza è di circa 5-10 cm per un tempo di 5-20 minuti. Durante il periodo di accensione della lampada, soprattutto nei primi minuti del trattamento, il paziente può percepire calore o bruciore. Le lampade più moderne sono dotate di appositi ventilatori di raffreddamento.

Dopo il trattamento
A trattamento terminato si controlla con la luce di Wood che non vi sia più emissione di fluorescenza nell’area trattata, cioè che tutta la PpIX sia stata consumata durante il tempo d’illuminazione. Per precauzione si medica l’area trattata per sottrarla all’esposizione della luce solare. Nei giorni successivi può comparire una reazione di necrosi cutanea con essudazione. La medicazione va effettuata con unguento cicatrizzante, antisettico, antiaderente (un unguento con allantoina) fino alla formazione di una crostosità secca. A questo punto, di solito dopo 3-4 giorni dal trattamento, la medicazione non è più necessaria e occorre attendere la caduta delle crostosità e la completa riparazione del tessuto.

La ripetizione del trattamento
Nelle lesioni superficiali, come le cheratosi attiniche, il primo trattamento è anche quello definitivo.
Uno dei vantaggi della PDT, rispetto agli altri trattamenti, è quello della possibilità di ripetere l’applicazione senza un limite preciso, infatti la PDT non provoca un danno nei tessuti sani circostanti la lesione. Per i tumori epiteliali di maggior spessore si ricorre a sedute ripetute una volta alla settimana fino alla scomparsa della lesione.

Il controllo di guarigione
Il controllo di guarigione per le cheratosi attiniche viene effettuato un mese dopo il trattamento; per i tumori cutanei dopo un mese , sei mesi ed 1 anno.

Costi del trattamento
Il profarmaco 5-ALA allo stato di massima purezza, quello utilizzato per la PDT, ha un costo elevato così come il sistema d’illuminazione.