Staminali

Dall’edizione di Genova de La Repubblica di oggi 10/12/2011

Terapia rigenerativa: decine di domande

ITALIA. Genova. Sampierdarena. Ospedale Villa Scassi: il tam tam sulla rete, attraverso siti specializzati su una malattia che si chiama lichen scleroso genitale, porta pazienti dall’estero (e non solo) al reparto di chirurgia plastica dell’ospedale del ponente genovese.

Ad attrarli, come si legge sul sito “Worldwide lichen sclerosus support”, è la “terapia italiana” per rigenerare i tessuti malati con cellule staminali di origine adiposa, praticata dal dottor Francesco Casabona dell’equipe del primario Giorgio Lavagnino. Quest’anno sono stati 200 i pazienti operati che provenivano da Regioni come Veneto, Marche, Abruzzo e Sicilia (prestazioni remunerative in una sanità pubblica con l’acqua alla gola: basti pensare quanto costano le fughe dei liguri fuori regione). Ottanta pazienti sono già in lista d’attesa per il 2012 e tra questi dieci sono stranieri. Si tratta di inglesi, tedeschi ma anche statunitensi e canadesi. Numeri non enormi ma significativi per una terapia che ha 5 anni di vita, è al momento unica in Europa e che sta ponendo quesiti alla sanità pubblica genovese anche in termini burocratici.

«Il problema è riuscire ad operare gli stranieri in ospedale esattamente come accade con gli italiani: la settimana scorsa ho operato un canadese ma in una struttura privata, mentre i residenti di altre regioni vengono ovviamente operati in ospedale, nell’ambito del sistema sanitario nazionale», racconta Casabona. Il direttore sanitario della Asl 3, Ida Grossi, che è arrivata a Genova da pochi mesi, paracadutata nella realtà dei tagli e dell’emergenza per chiudere il bilancio nonostante la riduzione dei fondi nazionali, spiega che nei prossimi giorni affronterà il problema. Probabilmente sarà più facile per i pazienti che arrivano dagli altri paesi europei come Inghilterra e Germania, precisa il direttore sanitario dell’ospedale, Mario Fisci.

«Questa è una delle attività nell’ambito della medicina rigenerativa che riguarda le cicatrici di varia natura o danneggiati da radioterapia come da ustioni – dice Casabona – Sono prestazioni che non tolgo ad altre regioni semplicemente perché non vengono eseguite da nessuna altra parte». L’esperienza genovese dell’impiego di queste cellule staminali di origine adiposa (prelevate dal grasso dello stesso paziente, sull’addome o le cosce) per la cura del lichen scleroso genitale è stata pubblicata sulle riviste di chirurgia plastica italiana e Americana. Ma soprattutto la notizia di un intervento “leggero” che evita, ad esempio, l’uso costante di cortisonici che sono la terapia più diffusa, si è diffusa su internet: «Che ad oggi è la nostra prima fonte di pazienti».

AVA ZUNINO

Link: http://www.salutedomani.com/il_weblog_d … Caperna%29

19/11/2011
“Cellule Staminali e Applicazioni Cliniche, tra mito, realtà e bioetica” è il titolo del convegno internazionale di Genova, organizzato dall’Ospedale Galliera di Genova in collaborazione con la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
“Abbiamo voluto – spiega Adriano Lagostena, Direttore Generale del Galliera – creare, in stretta collaborazione con laCasa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, un momento di approfondimento scientifico e riflessione su questo tema di così grande attualità. L’idea nasce da un idem sentire, che oggi trova la sua piena attuazione nell’organizzazione di un simposio scientifico, a carattere internazionale”.
“L’avvenimento odierno – aggiunge Domenico Crupi – Direttore Generale della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo – trova linfa e prospettive nelle assonanze etiche, culturali, professionali, che caratterizzano la storia e l’identità delle nostre due organizzazioni e che hanno consentito in questi anni di mettere a punto insieme sofisticati strumenti gestionali per la sostenibilità economica, a sperimentare nuovi modelli organizzativi incentrati sui bisogni degli ammalati, fondando un network nazionale sui costi standard e costituendo una società scientifica ad hoc”.
Responsabili scientifici dell’evento sono il prof. Gian Massimo Gazzaniga, Coordinatore Scientifico del Galliera, e il prof.Angelo Luigi Vescovi – Direttore Scientifico dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico “Casa Sollievo” di San Giovanni Rotondo, della Banca delle Cellule Staminali di Terni e docente di biologia cellulare presso l’Università Bicocca di Milano – uno dei massimi esperti mondiali nel campo delle cellule staminali.
“Il convegno – spiega Vescovi – è stato utile per fare un punto sullo stato di avanzamento delle applicazioni terapeutiche delle cellule staminali in Italia, e anche per consolidare la collaborazione e condividere l’esperienza, cosa spesso non così scontata, tra i diversi istituti e laboratori che si occupano di queste tematiche. Per l’IRCCS Casa Sollievo- continua – l’evento cade in un momento importante, poiché parte nella settimana dell’Immacolata il reclutamento di pazienti per l’avvio del protocollo sperimentale sulla SLA, una sperimentazione che, insieme alla Banca delle Cellule Staminali a Terni, l’IRCCS di San Giovanni Rotondo promuove e sostiene, e che ci auguriamo tutti possa segnare una tappa importante nell’applicazione terapeutica e bioeticamente sostenibile delle cellule staminali”.

Il programma del convegno ha previsto una serie di focus sul ruolo delle staminali nei diversi ambiti di applicazione.
Nella prima sessione, moderata da Angelo Vescovi, c’è stato l’ approfondimento con Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson degli Istituti clinici di perfezionamento di Milano, sulle malattie neurodegenerative, quindi gli interventi di Giulio Pompilio, Responsabile dell’unità di Ricerca Clinica di terapia Rigenerativa Cardiovascolare del Centro cardiologico Monzino IRCCS, sulla terapia cellulare nella cardiomiopatia a eziologia ischemica, e di Stefano Pluchino dell’Università di Cambridge (UK) sulle staminali neurali e sindromi neurologiche infiammatorie.
Nell’ambito della seconda sessione, moderata da Maurizio Scarpa dell’Università di Padova, c’è stata l’analisi sul tema del trapianto di cellule staminali ematopoietiche per cura delle leucemie attraverso i contributi di Andrea Bacigalupo, Direttore del Centro Trapianti Midollo Osseo di San Martino, di Nicoletta Sacchi, Direttore dell’IBMDR – Laboratorio di Istocompatibilità del Galliera, e di Lorenzo Moretta, Direttore Scientifico del Gaslini; mentre con Mario Marazzi, Responsabile della Terapia Tessutale dell’ospedale Niguarda di Milano, si è parlato del trapianto di cellule pancreatiche.
Nella terza sessione – moderata da Augusto Pessina dell’Università degli Studi di Milano – approfondimenti su: staminali e sviluppo della ricerca nelle malattie rare con Domenico Coviello, Direttore del Laboratorio di Genetica Umana del Galliera; staminali mesenchimali e terapie sperimentali in ortopedia con il contributo di Rodolfo Quarto, docente di Medicina sperimentale presso il DIMES nell’Università di Genova. Al termine focus di Graziella Pellegrini, docente del dipartimento Scienze Biomediche Università di Modena e Reggio Emilia, su staminali epiteliali e ricostruzione della cornea.
A completameto del percorso la quarta sessione, dedicata a un’attenta analisi relativa alle problematiche giuridiche e bioetiche, rispettivamente con i contributi dell’avvocato Waldemaro Flick, e Alfredo Anzani, Docente di Etica clinica del San Raffaele di Milano. A conclusione la voce dei pazienti e delle associazioni a cura di Nicola Spinelli per la Federazione Italiana Malattie Rare UNIAMO e Mario Alberto Battaglia, in qualità di Presidente Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.

“Cellule Staminali e Applicazioni Cliniche, tra mito, realtà e bioetica” fa parte di una due giorni dedicata alla ricerca scientifica. L’evento è stato preceduto infatti dalla “Giornata della ricerca” in calendario ieri sempre al Galliera.

Link: http://www.automedicazione.it/default.a … 9&regCode=


Roma, 3 mar 2011. (Adnkronos Salute) – Scoperto un ‘interruttore’ molecolare che accende, o spegne, le cellule staminali della pelle. Una scoperta che potrebbe essere utile in medicina rigenerativa, ma anche nella lotta al cancro. I ricercatori del Cell Stem Program del Children’s Hospital di Boston (Usa) hanno infatti individuato un regolatore dell’attività genica che dice alle cellule staminali epidermiche quando è il momento di far crescere più pelle. Ma è anche una molecola ‘controllore’ che rileva un eccessivo ‘affollamento’ e ‘spegne’ questa proliferazione. Il lavoro, condotto su topi e cellule tumorali umane e pubblicato su ‘Cell’, fornisce preziosi indizi per nuove strategie terapeutiche anti-cancro, in particolare il carcinoma a cellule squamose, in cui la crescita delle cellule della pelle è attivata per errore. Si potrebbe poi pensare a nuove strategie per far crescere pelle da usare nei trapianti e per trattare così gli ustionati. “Abbiamo scoperto un interruttore molecolare che dice alla pelle di continuare a crescere o di smettere di farlo”, sottolinea Fernando Camargo, del Children’s Stem Cell Program. Camargo e i suoi colleghi hanno manipolato una molecola chiamata Yap1: quando hanno soppresso la funzione di Yap1 nei topi, le loro cellule staminali epidermiche non sono riuscite a espandere la pelle, che è diventata sottile e fragile.

Ma è vero anche il contrario. “Più Yap1 nelle staminali” equivale “a una pelle che cresce più spessa”, dice Camargo. L’iperattivazione ha però portato gli animali a sviluppare una malattia simile al carcinoma a cellule squamose. Il team ha scoperto poi che Yap1 è disattivato da un oncosoppressore chiamato alfa-catenina. Questo viene “‘spento’ in molti tipi di tumore epiteliale”, dice Camargo. “Quando alfa-catenina è assente o mutato, si ottiene una crescita eccessiva di cellule”, prosegue. I ricercatori hanno fatto luce sull’interazione tra Yap1 e alfa-catenina, e a questo punto sono convinti che questi studi potrebbero fornire un modo per coltivare cellule della pelle quando serve o, al contrario, per arrestare la crescita tumorale.