Lichen Planus

Link: http://www.dermatoblog.com/2011/09/20/e … totherapy/

Il lichen planus orale (OLP) può essere una malattia cronica invalidante. Diversi trattamenti topici e sistemici vengono utilizzati nella pratica quotidiana, ma nessuno di questi costituisce un trattamento efficace e definitivo. In un recente numero del Journal of American Academy of Dermatology il Dr. Riad Kassem e i suoi collaboratori riportano la loro esperienza molto interessante con la fototerapia ad ultravioletti B locale (UVB) nel lichen planus orale erosivo.

Questo articolo è stato pubblicato il 20 Settembre 2011 da Dra Florez

Trattamento del lichen planus erosivo con fototerapia a raggi ultravioletti B.

Kassem R, Yarom N, Scope A, Babaev M, Trau H, Pavlotzky F. Kassem R, N Yarom, Scope A, Babaev M, H Trau, F. Pavlotzky
J Am Acad Dermatol. 18/08/2011. PMID: 21856039

Gli autori hanno studiato 14 pazienti, tutti affetti da OLP recalcitrante erosivo. I pazienti sono stati trattati con ultravioletti UVB mirata da 290 nm a 320 nm, per mezzo di un breve fibra flessibile. I pazienti sono stati trattati 3 volte alla settimana, partendo da 20% di MED e prolungato di un terzo di MED ogni sessione. L’efficacia è stata inizialmente valutata dopo 8 settimane di trattamento. A questo  primo intervallo 9 dei 14 pazienti (64%) aveva raggiunto una risposta completa (CR) e i rimanenti 5 pazienti (36%) avevano raggiunto una risposta parziale (PR) (riduzione del 50% al 80% della superficie coinvolta). La tolleranza è stata buona. Inoltre, la terapia di mantenimento è stato somministrato a 10 pazienti e tutti loro hanno mantenuto inalterata la risposta per 29 settimane aggiuntive.

Uno dei pazienti del gruppo PR presentava una lesione displasia alla visita della quarta settimana di terapia di induzione, e il trattamento è stato interrotto. Gli autori supportano una mancanza di nesso causale con la terapia UVB, a causa del breve tempo di trattamento. Tuttavia, essi sottolineano la necessità di stretto monitoraggio di questi pazienti per escludere forme maligne.

In conclusione, il dottor Kassem Riad e collaboratori evidenziano nel loro articolo che la fototerapia UVB locale sembra essere efficace, conveniente e sicura per il trattamento LPO erosivo, senza gli svantaggi potenziali di altre terapie.

Link all’articolo: http://lapelle.it/termalismo/bagni_e_dolomiti.htm

La balneoterapia alle Terme delle Dolomiti, a Valgrande di Comelico, offre nuove possibilità terapeutiche per patologie infiammatorie e croniche della cute

del Prof. Cleto Veller Fornasa

13/12/2011 – Il Centro Termale del Comelico Superiore si trova nella Valgrande, situata nella parte più orientale del Veneto, appartenente al Cadore e confinante con l’Alto Adige e l’Austria. Le Dolomiti che vi si accostano col meraviglioso gruppo del Popera la circondano con un arco maestoso che trasmette riflessi da favola, prediligendo le tonalità dei rosa e degli azzurri. In tale mare di luce, verdi boschi di abeti sembrano galleggiare come delle ninfee su laghetti preziosi donando sensazioni di pace. In questo ambiente magico, oltre che lo spirito l’ospite può ritemprare il fisico con magnifiche passeggiate durante l’estate o praticando lo sci da fondo o da discesa in un nuovissimo impianto d’avanguardia durante l’inverno. Era il lontano 1837 quando ”Bartolommeo Zanon, farmacista in Belluno”, su incarico del Comune di Comelico Superiore, analizzò le acque minerali della fonte di Valgrande per vedere se rispondeva a realtà la fama che le stesse avevano di poter “essere usate vantaggiosamente in medicina”. Le ricerche dello Zanon si rivolsero agli aspetti idrogeologici delle sorgenti, considerando la struttura chimica dell’acqua. Notò le sue similitudini con quella di Enghien in Francia assai nota negli usi in medicina. Di qui propose lo sfruttamento termale delle fonti di Valgrande nella terapia di “alcune malattie”. Le conclusioni di questo studio furono molto incoraggianti, ma non ebbero alcun seguito realizzativo da parte del Comune. Di questi studi si perse forse memoria tant’è che quarant’anni dopo, nel 1878, nuovi dirigenti comunali indotti sempre dalla fama terapeutica che le acque avevano soprattutto per le patologie della pelle, diedero a un componente del Regio Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti un nuovo incarico per ripetere le analisi. Il prof. Giovanni Bizio, così si chiamava lo studioso, pubblicò il frutto delle sue ricerche nel 1879. Anche Bizio come Zanon confrontò l’acqua con quella di sorgenti più famose, considerandola addirittura migliore di quella francese di Pyrmont, e così come lo Zanon, auspicò lo sfruttamento della sorgente. Il primo stabilimento termale fu poco più che una baracca costruita in privato da un maestro comunale di Padola di Comelico Superiore che la cedette in seguito, nel 1898, ad altra famiglia più abbiente. Sorse così l’Albergo Vittoria che si specializzò, assieme al più tardo Albergo Amati, come stabilimento idroterapico, soprattutto nella cura delle malattie cutanee. L’uso terapeutico delle acque proseguì a fasi alterne fino alla seconda guerra mondiale, per essere poi praticamente abbandonato fino ai nostri giorni. L’attuale stabilimento termale, costruito in questi ultimi anni, è stato inaugurato nella primavera 2003. A conferma della sua lunga tradizione, l’acqua di Valgrande, classificata “solfata, calcica, magnesiaca, fluorata, iposodica e debolmente sulfurea” viene raccomandata dalla Scuola di Idrologia Medica dell’Università di Pisa e dal Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Padova per uso idropinico per patologie intestinali epatiche e renali, inalatorio per rino laringo faringopatie, balneario per la riabilitazione motoria, l’insufficienza venosa periferica e le dermopatie infiammatorie. Le patologie cutanee che ne traggono giovamento sono la psoriasi, l’eczema atopico, gli eczemi da contatto allergici e irritativi, il lichen ruber planus, la xerosi, il prurito, la parapsoriasi, l’acne e in generale tutte le forme caratterizzate da quadri infiammatori e da disturbi della cheratinogenesi. Presso lo stabilimento idroterapico è presente una equìpe di dermatologi che segue i pazienti e può, in determinati casi, consigliare di integrare la balneoterapia con la fototerapia. In collaborazione con il Centro di Cosmetologia Chimica “C.A. Benassi” dell’Università di Padova, vengono inoltre effettuate ricerche ed esperienze volte a migliorare l’affinità per la pelle e le mucose dei principi attivi dell’acqua allo scopo di esaltarne le virtù terapeutiche. Le esperienze cliniche effettuate negli ultimi quindici mesi presso le Terme delle Dolomiti confermano appieno la tradizione popolare e gli ottimi risultati clinici ottenuti sono stati oggetto di comunicazione a Congressi nazionali e internazionali (Roma, Parigi, Firenze ecc.). Non va alla fine dimenticato come l’ambiente naturalmente rilassante e corroborante lo spirito come quello della valle del Comelico possa rappresentare un elemento in più, importante per l’equilibrio tra corpo e psiche che tanto incide nello stato di benessere in generale e di pazienti affetti da psoriasi o eczema atopico in particolare.

 

Secondo vari studi recenti (del 2008 e del 2010) contro il lichen planus, una malattia della pelle che colpisce circa 1% della popolazione, può essere utile l’utilizzo di gel di aloe. Secondo questi studi usato 3 volte al giorno un gel di aloe in concentrazione almeno del 70%, dava risultati incoraggianti, infatti alla fine di 12 settimane il 61% dei trattati avevano avuto la remissione completa del dolore causato dalla malattia, senza riscontri negativi o avversi. Questo studio del 2010 è stato fatto sul lichen planus orale, ma già nel 2008 fu fatto uno studio altrettanto valido per la riduzione del lichen planus vulvare. L’82 % delle persone sottoposte al trattamento hanno avuto il 50% della riduzione delle lesioni vulvari dovute al lichen planus, dopo sole 8 settimane, e il 5% dei casi hanno avuto una completa remissione delle lesioni. Sembra quindi che un buon gel di aloe possa aiutare questa fastidiosa malattia.

fonti: PubMed: “Efficacy of topical Aloe vera in patients with oral lichen planus: a randomized double-blind study.” Salazar-Sánchez N, López-Jornet P, Camacho-Alonso F, Sánchez-Siles M.
“Efficacy of aloe vera gel in the treatment of vulval lichen planus.” Rajar UD, Majeed R, Parveen N, Sheikh I, Sushel C.
“The efficacy of aloe vera gel in the treatment of oral lichen planus: a randomized controlled trial.” Choonhakarn C, Busaracome P, Sripanidkulchai B, Sarakarn P.