Lichen del pene

Consulto on-line tratto dalla rubrica “OK La salute prima di tutto” del rotocalco “Oggi”.
Link all’articolo: http://www.ok-salute.it/Dermatologia/li … ico/j32868

Pubblicato il 17/10/2011:
gentile dottore, a seguito di una visita specialistica dermatologica mi è stato diagnosticato il lichens scleratrofico al pene. la terapia è consistita in: piascledine compresse per bocca, advabase pomata per l’asta (tutti i gg), fucidin per il glande (per 15 gg). nonostante l’insuccesso, il medico mi ha consigliato di continuare tale terapia. Il problema continua da circa 4 mesi senza risultati apprezzabili: è sufficiente un qualsiasi tipo di sfregamento per causare una notevole irritazione che necessita di giorni per ristabilirsi. ha esperienza in tale campo? è un problema di risoluzione molto lungo? mi consiglia di rivolegermi ad un altro specialista? ringrazio anticipatamente.

Dermatologia risponde Marcello Monti
Gentile, se la diagnosi è corretta nel mio centro il protocollo per il trattamento del Lichen Scleroatrofico dei genitali prevede l’applicazione di Zorac gel 0.1 % una volta la settimana , di MOST Unguento ai PEG dopo ogni lavaggio e lavaggio con MOST Base Lavante Eudermica. I risultati sono da considerarsi validi. Un caro saluto Prof. M. Monti

Fonte: European Journal of Dermatology. Volume 20, Numero 3, 387-8, maggio-giugno 2010

Autori: Olivier Aynaud, Françoise Plantier
Institut de Recherche en Pathologie des Organes Génitaux (IRPOG), 89 rue d’Assas, 75006 Parigi, Francia
Dipartimento di Istopatologia, Cochin Hôpital, APHP, Université Paris V, 89 rue d’Assas, 75006 Parigi, Francia

Il Lichen sclerosus (LS) colpisce la zona ano-genitale in almeno l’85% dei pazienti e la zona extragenitale nel 15-20%. Negli uomini, LS colpisce principalmente il prepuzio, ma anche il solco coronale e in molti casi il glande. Anche se il legame fisiopatologico non è chiaro, aumentando l’evidenza epidemiologica suggerisce che il LS genitale costituisce un fattore di rischio per il carcinoma. Studi clinici hanno stimato che il 4,5-8,4% dei pazienti maschi con LS svilupperanno il carcinoma del pene, dopo un intervallo medio stimato di 17 anni.

Il trattamento di prima linea è di solito basato su potenti corticosteroidi topici, che sono spesso efficaci sui sintomi e per lo più ben tollerati. Tuttavia, come per altre terapie farmacologiche per LS genitale, i corticosteroidi topici tendono ad offrire sollievo transitorio piuttosto che una cura permanente, e la loro dismissione è di solito associata a una ricaduta.

Segnaliamo quattro pazienti con LS del glande che era resistente ai corticosteroidi topici. Tutte le diagnosi di LS sono state istopatologicamente confermate. Le zone affette da LS sono state trattate con vaporizzazione laser CO2, con impostazioni identiche per tutti i pazienti (40 watt, a 3 mm di profondità, 1 mm posto, in defocus), l’endpoint di vaporizzazione è stato quello di raggiungere il tessuto normale giallastro al di sotto della sottomucosa e l’epitelio sano circostante le aree colpite dal lichen.

Le nostre esperienze illustrano un punto di interesse: i pazienti sono rimasti liberi dal LS dopo due o tre sedute di trattamento laser CO2. Siamo consapevoli anche di sette articoli che segnalano un totale di 85 pazienti con LS trattati con vaporizzazione laser CO2.

Nel 1985, Rosemberg segnala due casi di LS penieno trattati con onda continua impostazioni del laser CO2 che sono rimasti liberi da recidiva, per almeno, rispettivamente, 28 e 32 mesi. Nel 1991, Stuart et al. hanno segnalato sette pazienti con LS vulvare istopatologicamente trattati con vaporizzazione laser CO2. L’epitelizzazione fu completa 6 settimane dopo l’intervento in tutte le pazienti. Dopo periodi di follow up da 12 a 27 settimane, sei pazienti hanno beneficiato di una risposta completa e uno da una risposta parziale.

A nostra conoscenza, la più grande e più lunga serie di follow-up di LS trattati con laser CO2 è stato pubblicata da Windahl et al. in due articoli. Tra il 1985 e il 1991, hanno trattato 62 pazienti con LS del pene tramite laser CO2. Nella loro prima relazione, dopo un follow-up medio di 30 mesi, hanno osservato che 47/62 (76%) dei pazienti è rimasto completamente libero dalla malattia, e 10/62 (16%) ha manifestato lievi sintomi residui. Nel febbraio 2004, hanno lanciato una revisione di tutti i pazienti al fine di aggiornare le loro follow-up dei dati. Dei 50 casi monitorati, 40 (80%) non aveva né sintomi né lesioni visibili di LS, e 10 pazienti (20%) hanno minori sintomi residui che sono stati ritenuti trascurabili in cinque di essi (10%). Durante il follow-up, due carcinomi epidermoidi del pene sono stati trovati e due pazienti avevano precedentemente ceduto al cancro anale.

Nel complesso, tra questi 85 casi precedentemente segnalati di LS trattati con laser CO2, i tassi di remissione completa e parziale dopo una sessione di laser CO2 erano, rispettivamente, 76,5% (65/85) e 17,6% (15/85). Infatti, tipicamente, i cambiamenti istopatologici associati al LS riguardano essenzialmente il derma epitelio e superiore. In conclusione, vi sono crescenti evidenze che la CO2 laser è un trattamento efficace e sicuro per il LS genitale. Si consiglia vivamente che esistono prove sufficienti per consentire la valutazione prospettica della sicurezza e l’efficacia del laser CO2 nel trattamento del LS genitale durante gli studi clinici randomizzati. Allo stesso modo, le impostazioni ottimali di laser a CO2 devono essere valutate in condizioni controllate.

Ancora un articolo generico da internet sul lichen sclerosus, lo inserisco però nella rassegna perché per la prima volta leggo ciò che ho sempre sostenuto in merito all’incidenza, che è maggiore di quello che si pensa, e in merito alla diffusione: il lichen non è una patologia al femminile, bensì gli uomini ne risultano colpiti forse in egual misura.
Link: http://www.my-personaltrainer.it/beness … rosus.html

Lichen Sclerosus

Il lichen sclerosus, popolarmente noto come lichen scleroatrofico, identifica un processo morboso infiammatorio di natura sclerotica cronica, che coinvolge cute e mucose. Non è raro, purtroppo, che il lichen sclerosus venga mal diagnosticato, minimizzato o, ancor peggio, sottovalutato: si tratta infatti di una flogosi a carattere immunologico potenzialmente pre-cancerogena. Il lichen scleroatrofico può idealmente intaccare ogni distretto dell’organismo, pur manifestandosi frequentemente (nell’83% dei casi) a livello dei tessuti genitali maschili e femminili.

Lichen sclerosus: incidenza

Il lichen sclerosus, variante del lichen planus, è una patologia assai diffusa tra la popolazione globale (indice d’incidenza stimato 3-15%), nonostante poco discussa; alcuni testi scientifici ritengono che la malattia sia soprattutto femminile, ma dalle recenti analisi statistiche, sembra che il lichen sclerosus interessi sia gli uomini che le donne in egual misura.
L’uomo è più soggetto al lichen sclerosus con l’avanzare dell’età; rispetto alle bambine, le donne in età pre-menopausale sembrano essere più sensibili al lichen sclerosus di tipo ano-genitale.
La malattia può manifestarsi anche tra gli infanti, in particolare tra le femmine: quando si paragona il lichen sclerosus dell’età adulta con quello infantile, le possibilità di guarigione completa, senza complicanze croniche, aumentano notevolmente nei bambini. Inoltre, è stato riscontrato che durante la pubertà il lichen sclerosus è ancor più facilmente curabile: a tal proposito, è stata ipotizzata una possibile funzione “protettrice” degli ormoni sessuali.
Il lichen sclerosus si registra soprattutto tra i maschi non circoncisi: si stima che la flogosi venga diagnosticata nel 3,6-19% dei prepuzi rimossi [tratto da Andrologia clinica, di Wolf-Bernhard Schill, Frank H. Comhaire, Timothy B. Hargreave].

Lichen sclerosus nella donna

Nonostante possa interessare anche sedi extra genitali (braccia, gambe, tronco, lingua e mucose orali), il lichen sclerosus  più frequentemente colpisce i genitali femminili (lichen scleroatrofico ano-vulvare): è una forma infiammatoria che provoca, in genere, prurito, bruciore e dispareunia, e potrebbe degenerare a tal punto da fondere le piccole e le grandi labbra della donna. Sarebbe opportuno sottoporsi a periodici controlli per il monitoraggio della malattia, in particolar modo quando la donna lamenta lacerazioni o aree ipercheratosiche (ispessite) a livello genitale; il lichen scleroatrofico provoca una consistente e fastidiosa secchezza a livello della mucosa vaginale e perianale, accompagnata da irritazione locale, macchie bianche, ragadi e rimpicciolimento o distruzione delle piccole labbra.
Come abbiamo analizzato, il lichen sclerosus potrebbe essere indice di una forma pre-neoplastica come, per esempio, il carcinoma epidermoide vulvare: proprio per questo motivo, la profilassi  e le periodiche visite di controllo della malattia risultano indispensabili.

Lichen sclerosus nell’uomo

Più l’uomo invecchia, più corre il rischio di contrarre il lichen sclerosus; ad ogni modo, la forma maschile della malattia è nota come lichen sclerosus balano prepuziale. I genitali presentano evidenti chiazze bianco-brunastre lucide, associate ad escoriazioni, microlesioni, prurito, penodinia (variante maschile della vulvodinia femminile), dolore e possibile sensazione di bruciore durante i rapporti (dispareunia). Inoltre, la malattia potrebbe causare uretrite, stenosi uretrale, fimosi serrata e difficoltà allo scorrimento del foglietto prepuziale sul balano (glande). Il lichen scleroatrofico, come preannuncia il termine stesso, potrebbe degenerare e provocare una lenta ma progressiva cicatrizzazione sclerotica del prepuzio, del glande, dell’uretra.
Spesse volte, purtroppo, il lichen sclerosus viene mal diagnosticato, di conseguenza anche la terapia non è adatta: non è raro, infatti, che il paziente maschio affetto abbia cercato di trattare il disturbo con farmaci inappropriati per supposte infezioni micotiche.
L’autodiagnosi non è certo l’opzione migliore, nonostante possa apparentemente risultare la più semplice: per gli uomini, in particolar modo, i disturbi genitali rappresentano problemi decisamente imbarazzanti, dunque la visita dall’andrologo viene spesso presa in considerazione troppo tardi. Il lichen sclerosus è una malattia potenzialmente pericolosa, che cela, talvolta, balaniti, postiti o balanopostiti, altre volte infezioni ignote, o ancora forme precancerose gravi: a tal proposito, è doveroso rivolgersi al medico fin dai primissimi sintomi.

Lichen sclerosus nel bambino

Generalmente, il lichen sclerosus che colpisce gli infanti solo di rado non presenta una buona prognosi: infatti, il più delle volte, la bambina lamenta prurito o bruciore a livello vulvare, perianale, mentre il bambino affetto presenta un’irritazione genitale generalizzata molto simile agli effetti determinati dalla balanopostite, talvolta correlata a fimosi (restringimento del foglietto prepuziale).

Malattie correlate al lichen sclerosus

Sebbene le cause scatenanti, responsabili della manifestazione del lichen sclerosus, non siano state ancora identificate, sono state osservate alcune malattie associate e potenziali (ma non del tutto dimostrati) fattori di rischio: dislipidemie, infezioni a decorso cronico in generale, vitiligine, anemia perniciosa, lupus eritematoso, diabete mellito, carcinoma spino cellulare del pene. Anche lo stress psicofisico sembra giocare un ruolo fondamentale nell’esordio della malattia

Terapia risolutiva contro il lichen sclerosus

Il trattamento medico risulta assolutamente fondamentale per redimere il paziente dal lichen sclerosus: è opportuno puntualizzare che, generalmente, è necessario l’approccio multidisciplinare, quindi il paziente dovrebbe sottoporsi a svariati trial clinici per avere un quadro completo della malattia. Si consiglia il dermatologo, il ginecologo/urologo, ed altri specialisti, in funzione della gravità della malattia.
Le terapie più consigliate si basano sulla somministrazione di specialità farmaceutiche ad azione sistemica (es. immunosoppressori, corticosteroidi) e ad applicazione topica (es. antiossidanti). Sfortunatamente, però, soprattutto nel maschio, il disturbo potrebbe essere riconosciuto tardi perché il paziente tende a rimandare la visita: quando sottovalutato, il lichen sclerosus potrebbe degenerare, dunque l’unica soluzione rimane l’operazione chirurgica (circoncisione).
In alcuni pazienti, viene consigliata la laserterapia al diossido di carbonio, insieme all’applicazione topica di sostanze antibatteriche, nel caso in cui il lichen sclerosus sia favorito da infezioni.

A cura della D.ssa Alice Mazzo